Cos’è dunque il counseling e cosa fa un counselor?

Cominciamo a dire cosa non fa il counselor: il counselor non dà risposte, non fornisce soluzioni e, a dispetto di quel che il termine potrebbe suggerire, non fornisce nemmeno consigli.

Cosa fa, dunque, un counselor?

Il counseling ha molto a che fare con il porre domande potenzianti, domande alle quali sarà il cliente a dare le proprie risposte. Il counselor accompagna per un tratto di strada il cliente, sostenendolo nel guardare da prospettive diverse la tematica presentata, facilitando nel cliente stesso il contatto con risorse interiori fino a quel momento forse poco sviluppate e, in un certo senso, sopite.

È un viaggio di potenziamento di cui la persona è pienamente protagonista e di cui la persona ha responsabilità. I percorsi di counseling possono avere indirizzi diversi. Per indirizzo si intende il metodo cui si ispira il counseling. Il counseling che propongo io è un counseling a indirizzo Voice Dialogue (Dialogo delle Voci).

L’ambito è quello della relazione d’aiuto.

Perché intraprendere un viaggio di questo tipo?

Le ragioni possono essere molte:
  • per imparare a elaborare e gestire le emozioni
  • per vivere meglio una situazione conflittuale
  • per migliorare la relazione con se stessi e con gli altri
  • per imparare ad ascoltarsi e ad ascoltare
  • per aumentare la propria autostima
  • per imparare a scegliere anziché reagire
  • per imparare a rispettare ogni aspetto della propria personalità
  • per attingere a nuove risorse interiori

Il counseling non è una terapia e non opera una ristrutturazione profonda della personalità.

Se una persona si trova in difficoltà, il modo migliore per aiutarla non è quello di dirle esplicitamente cosa fare, quanto piuttosto di indirizzarla a comprendere la situazione e a gestire il problema facendole prendere, da sola e pienamente, la responsabilità delle proprie scelte e decisioni. Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé.”

(Carl Rogers)

Come si svolge?

Individualmente

Dopo un primo colloquio conoscitivo, il cliente delinea una tematica che sarà il filo conduttore per i successivi sette-otto incontri. La cadenza degli incontri sarà decisa in modo congiunto da counselor e cliente: potrà variare da una volta alla settimana a una volta al mese. Una volta completato questo primo ciclo il cliente potrà scegliere di fermarsi oppure di proseguire il lavoro, spostando l’attenzione su un’altra tematica. La durata di ogni incontro è di un’ora, un’ora e mezza al massimo. La location è uno studio o ufficio.

In Gruppo

Qui il formato cambia, la location è una palestra, la proposta è un seminario o laboratorio che prevede parti di lavoro teorico, esercizi scritti o energetici, lavoro corporeo, momenti di condivisione. Non vengono proposte sedute individuali, le diverse metodologie stimolano sia la riflessione personale sia la condivisione all’interno del gruppo, che diventa la cassa di risonanza del processo individuale della persona.